Un libro illuminante, profondo, triste e malinconico per quello che dice e per quello che significa ancora oggi. Un inno alla pace, all’umanità, all’empatia, contro la voglia di scontro, di guerra, di contrapposizione ideologica.
Scritti usciti nel post 11 settembre ma validissimi anche oggi.
Si dice sempre che la storia dovrebbe essere maestra di vita, insegnare a non ripetere gli errori del passato.
Ecco, direi che leggendo queste “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani, si possa dire che non abbiamo imparato nulla. La storia, anche recente, non ci ha insegnato alcunché.
Chi ci governa continua a pensare che tutto si possa risolvere con ulteriore violenza. Che a bomba si risponde con bombe, che a morte si risponde con morti. Che non dobbiamo capire i motivi, non dobbiamo capire i perché ma schiacciare il “nemico” senza pietà. Non pensando che con quella violenza alimenteremo altra violenza, che le morti che provochiamo sono parenti e amici di qualcuno che vorrà vendetta, come quelle che volevamo noi quando ci hanno ucciso parenti e amici.
Violenza chiama violenza, guerra chiama guerra.
E oggi come ieri continuiamo ad alimentare questo cortocircuito che ha aperto vari vasi di Pandora che hanno ulteriormente avvelenato le menti e i cuori di tantissimi.


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