Confessione scandalosa ![]()
Lo so, lo so… sto per attirarmi addosso l’ira funesta di tutti i lettori e scrittori che seguono questa pagina. Ma sì, lo ammetto: ho letto Fabio Volo. E, udite udite, l’ho persino trovato piacevole. A tratti interessante. Divertente. Leggero in alcuni momenti e più “impegnato” in altri.
Non lo considero un maestro della letteratura, non lo metterei accanto a Dostoevskij o Calvino, ma… e se vi dicessi che si può leggere senza sentirsi in colpa? Che non tutto deve essere un esercizio di alta cultura, che si può spaziare tra i generi senza essere additati come eretici?
La verità è che Fabio Volo può avere un suo perché: sa raccontare in modo leggero, ma ogni tanto sa anche colpire con riflessioni più introspettive. Passa dal quotidiano alle domande esistenziali con una scrittura accessibile, che a volte sembra semplice, ma arriva dritta a chi legge. Può piacere o non piacere. Può essere anche semplicemente la lettura di un momento di vita in cui si cerca più leggerezza…
E poi la lettura (e la musica se è per questo) è come il cibo: più assaggi, più scopri, più spazi fra i gusti, più ti godi l’esperienza. Un giorno ti viene voglia di un filetto alla Wellington, un altro di un panino con la Nutella. Un giorno vuoi mangiare cucina francese, il giorno dopo un panino con patatine bisunte del McDonald. E nessuno dovrebbe giudicarti per questo. Il problema sorge se mangi solo McDonald. O solo filetto alla Wellington se è per questo.


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