E anche in questa torrida estate leggere (e leggere tanto) è una priorità… peraltro mi stanno venendo tante idee anche per scrivere.
Oggi vi parlo quindi di “L’ALIENISTA” di Caleb Carr, interessante romanzo che ci porta nella New York del 1896, con un “serial killer” che uccide giovani ragazzini borderline. Nessuno sembra interessarsi di loro: bambini poveri e immigrat che vendono i loro corpi nei bassifondi della città. Tantomeno una polizia corrotta a cui interessa di più che tutto rimanga come è sempre stato. Ma un giovane commissario di polizia che cerca di pulire i distretti dalla corruzione e cerca la verità, Theodore Roosevelt, formerà una “task force” non ufficiale che baserà le proprie investigazioni non su violenza, intimidazioni e pressapochismo, ma su nuovi metodi investigativi invisi al tempo ma che diventeranno successivamente i pilastri dell’analisi criminale moderna: profilazione dell’assassino, motivazioni psicologiche del comportamento, impronte digitali e tanto altro ancora.
Guidati dall’alienista Dott. Kreizler, il gruppo formato dal giornalista Moore, dalla segretaria aspirante detective Sara Howard, dai fratelli Isaacson, questa strana compagine di investigatori disprezzati dalla società, dalla politica e dal clero, si immergerà nel cupo mondo violento e distorto dei diseredati, degli emarginati, combattendo contro il tempo, contro le convenzioni, contro la corruzione in un crescendo di colpi di scena, omicidi, crudeltà e brutalità.
Il libro è coinvolgente, ti prende subito, non lascia troppo spazio all’immaginazione ed è anche piuttosto fedele nella ricostruzione storica del periodo.
Una lettura affascinante da cui è stata tratta anche la serie omonima del 2018 con Sara Fanning, Luke Evans, Daniel Brühl…


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